L’haiku (俳句) ha tradizionalmente alcune regole metriche:

Io personalmente l’ho trovata molto utile. Mi ha aiutato a concentrarmi e darmi un confine quando i pensieri erano troppi, mi ha insegnato a rallentare e pesare le parole, a sceglierle con cura e non lasciarmi soffocare da essere. Mi ha insegnato un metodo. Magari potrebbe essere d’aiuto anche a te!

Queste regole non sono però una gabbia! Anche i “quattro grandi” maestri (Bashō, Buson, Issa e Shiki) non erano schiavi dei numeri. La metrica 5-7-5 è la struttura ideale, ma non deve mai diventare una prigione.

Ecco perché i maestri a volte “evadevano”:

Esistono due termini tecnici per queste eccezioni:

Jiamari: significa “sillabe in eccesso”. Un verso può averne 6 o 8 se servono a rendere l’immagine più potente.

Jitarazu: significa “sillabe mancanti”. Un verso più corto può creare una pausa, un silenzio necessario.

Per Matsuo Bashō, il padre dell’haiku, la cosa più importante era catturare l’essenza (fuga-no-makoto). Se per rispettare rigorosamente il “5” doveva usare una parola debole o superflua, preferiva rompere la regola. Diceva che se un haiku ha “buon sapore” (energia), la metrica può anche essere imperfetta.

Con il passare dei secoli, molti poeti hanno abbandonato del tutto il conteggio delle sillabe per concentrarsi solo sull’istante zen. La loro filosofia è: il cuore non conta le sillabe, sente le emozioni.

Tradizionalmente, all’interno di ogni haiku c’è una parola o una sensazione descritta che evoca una delle quattro stagioni. L’attenzione di chi scrive è protesa a cogliere l’istante, un attimo in cui la natura si rivela inaspettatamente attraverso una commistione di immagini, suoni, odori, percezioni.

Gli haiku però non sono una mera descrizione della realtà che è davanti al poeta, ma raccontano molto spesso di emozioni e sensazioni, le trasformano anzi in parole, che sono capaci di arrivare dritte al cuore di chi legge.

Le possibilità sono quindi moltissime! Puoi partire da ciò che vedi in un dato momento o trasformare le emozioni che senti in immagine poetica.

Inizia a buttare giù qualche pensiero, le parole che ti vengono in mente e dal cuore e poi, se vuoi, prova a riportarle dentro quella cornice, quello schema.

L’haiku ti obbliga a stare nel “qui e ora”. Mentre scrivi, il passato e il futuro svaniscono. Concentrati su quello che vedi o senti in questo istante, ti donerà qualcosa di veramente prezioso!

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